Vivere i Dieci comandamenti in Terra Santa nel tempo forte della Quaresima ci aiuta a vivere con maggiore intensità il mistero pasquale. I Dieci comandamenti indicano la strada della vita di un cristiano: nei tempi bui sono una bussola per non perdere la direzione e il senso profondo della vita, nell’oscurità di questi anni sono la torcia che illumina il percorso giusto.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci dice: «Il settimo comandamento proibisce di prendere o di tenere ingiustamente i beni del prossimo e di arrecare danno al prossimo nei suoi beni in qualsiasi modo...».
In qualsiasi modo. Si ruba in tanti modi: di nascosto, ingannando, approfittando, negando, falsificando, sprecando, offendendo, calunniando. Si può rubare la vita, la pace, la dignità, la fiducia, la speranza, si può rubare il futuro.
Si ruba la vita quando si costruiscono e si commerciano strumenti di morte, si arma l’odio e non si lavora per il disarmo come primo obiettivo per sconfiggere la guerra.
Si ruba quando si offre pace con le parole e si cerca la guerra per i propri interessi, quando si falsifica il valore degli altri e ne si infanga l’onore, attribuendosi meriti e ricavando privilegi e onori.
Si ruba la dignità di un bambino che muore di fame, di sete, di caldo e di freddo, di un adulto che non può proteggerlo, di chi vorrebbe aiutarlo e salvarlo ma non può attraversare un confine.
Si ruba la fiducia a chi guarda il prossimo come si guarda a un fratello porgendo una mano per essere sollevato e invece viene calpestato.
Si ruba la speranza a chi dopo diciotto mesi di guerra aspetta la fine di un incubo mentre è circondato da macerie che nascondono corpi, memorie, ricordi e storie di vita.
Si ruba il futuro del pianeta se non si cancellano debiti a due terzi del mondo (Avvenire sta raccontando proprio in queste settimane l’incredibile storia del doppio debito di Haiti), a cui l’altro terzo ha già rubato terre e risorse.
La ripresa della guerra a Gaza, in pochi giorni, ha rubato la vita a tante persone. La guerra ha rubato le carezze dei genitori agli orfani, ha rubato la serenità agli ultimi anni degli anziani, ha rubato a tanti l’onore e la dignità, approfittando di chi è nel bisogno.
La guerra ruba l’innocenza e la gioia degli occhi dei bambini che nei giorni di Festa indossano vestiti nuovi e ricevono regali e dolci. Nei giorni di guerra, i piccoli hanno occhi spenti e tristi e chiedono un pezzo di pane.
Rubare la giustizia, la verità, la carità è un’offesa all’umanità ferita dalla guerra.
Il settimo comandamento ordina di non rubare, di rispettare la giustizia umana per osservare la legge di Dio, per non perdere la sua luce e la sua speranza.
*Vicario Custodia di Terra Santa
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